Un pò di chiarezza sull’industria 4.0

Che cos’è l’Industria 4.0?

l Piano Nazionale Industria 4.0 (oggi Piano nazionale Impresa 4.0) offre alle aziende italiane strumenti per cogliere le opportunità dell’innovazione e del digitale legate alla quarta rivoluzione industriale.

Il Piano prevede misure specifiche, che tengono conto della neutralità tecnologica, intervenendo con azioni orizzontali e fattori abilitanti.

Per il 2020 vengono potenziate le misure efficaci e inserite di nuove.

Su PMi.it focus su iniziative, finanziamenti e agevolazioni fiscali per favorire gli investimenti per la competitività in ottica 4.0.

L’applicazione in linea consiste nell’implementazione delle macchine produttrici già in possesso del cliente. E.D.P. è in grado di fornire applicatori per qualsiasi esigenza, creati su misura, così come applicatori standard molto versatili. 

Che Agevolazioni ho con l’industria 4.0?

Incentivi Industria 4.0: le novità

Con l’ultima Legge di Bilancio 2020, la Nuova Sabatini è stata rifinanziata, quindi continuano ad applicarsi con le regole precedentemente applicate.

Resta la maggiorazione per gli investimenti in beni digitali Industria 4.0 introdotta nel 2017 (a cui vengono dedicate il 30% delle nuove risorse) e c’è un rafforzamento del sostegno alle imprese del Sud, con il raddoppio del contributo statale (che sostanzialmente copre gli interessi sul finanziamento).

C’è poi un’ulteriore quota del 25% dei nuovi finanziamenti che verrà invece destinata all’acquisto di macchinari a basso impatto ambientale che migliorano l’ecosostenibilità di prodotti e processi.

Il super e l’iperammortamento diventano crediti d’imposta, che vanno dal 6% al 40% a seconda dei beni acquistati.

Rimodulato il credito di imposta ricerca e sviluppo, prorogato quello sulla formazione.

 

 Il super e l’iperammortamento Industria 4.0 diventano un credito d’imposta, agevolazione anche per gli investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione, proroga dell’incentivo sulla formazione 4.0, con una rimodulazione a seconda delle dimensione dell’impresa, rifinanziamento della nuova Sabatini.

 La Legge di Bilancio 2020 nel prorogare gli incentivi destinati alle imprese che investono in innovazione 4.0 modifica gli strumenti attivabili in base all’attuale legislazione, introducendo diverse novità al testo originario del ddl approvato dal Governo. Resta l’impostazione che stimola gli investimenti ecologici e l’innovazione nelle PMI, il credito d’imposta per l’acquisto di macchinari è utilizzabile anche dalle imprese agricole. Vediamo tutto.

 

Incentivi Industria 4.0: le novità

Con l’ultima Legge di Bilancio 2020, la Nuova Sabatini è stata rifinanziata, quindi continuano ad applicarsi con le regole precedenti.

Super e iperammortamento

Il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali sono stati così rimodulati:

  • acquisto macchinari nuovi (sostanzialmente, quelli a cui prima di applicava il superammortamento): al 6% fino a un tetto di 2 milioni di euro;
  • macchinari innovativi in chiave Industria 4.0 a cui si applicava l’iperammortamento, elencati nell’allegato A della legge 232/2016: 40% fino a 2,5 milioni di euro, 20% da 2,5 a 10 milioni di euro;
  •  software 4.0, elencati nell’allegato B della legge 232/2016: 15% fino a 700mila euro.

Il credito d’imposta si utilizza esclusivamente in compensazione, ripartito in cinque quote annuali di pari importo, oppure in tre quote annuali per i software, non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP.

Ricerca e sviluppo, innovazione green

Per investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0, il credito d’imposta è così modulato:

  •  ricerca e sviluppo: 12% fino a 3 milioni di euro.
  •  innovazione tecnologica: 6% fino a 1,5 milioni di euro.
  •  innovazione green: 10% fino a 1,5 milioni di euro.

Anche in questo caso, l’agevolazione è utilizzabile solo in compensazione.

Formazione 4.0

Per il 2020 il credito d’imposta sulla formazione 4.0 viene così modulato:

  •  piccole imprese: 50% fino a 300mila euro;
  •  medie imprese: 40% fino a 250mila euro;
  •  grandi imprese: 30% fino a 250mila euro.

In tutti i casi, l’agevolazione sale al 60% se la formazione è rivolta a lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate. L’utilizzo del credito d’imposta viene slegato dalla contrattazione collettiva di secondo livello.

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